Bari è una città del mediterraneo, un mare al centro del mondo. Una città dedita al commercio, agli scambi culturali dall’oriente all’occidente, abituata alla presenza di persone molteplici, di erenti e di una pluralità di culture. Questa è la nostra città, fatta di colori, sapori e fotografie uniche di volti umani, di storie personali, di esperienze nuove. E’ una città in cui le disparità economiche, sociali, culturali, di genere, di diversa nazionalità e orientamento sessuale non sono ancora completamente superate. Una città che è chiamata a rispondere alle esigenze di tutte le specificità della sua popolazione.

Il Pride a Bari nasce dal bisogno della comunità gay, lesbica, bisessuale, transessuale, intersessuale, transgender e queer per il riconoscimento e l’a ermazione dei propri diritti. Quest’anno il tema del Puglia Pride è quello delle famiglie in quanto la nostra lotta è orientata a nché ne si riconoscano eguali diritti. La famiglia come luogo in cui sentirsi accolte e accolti, dove si ha la possibilità di sentirsi accettati, amati e protetti senza rinunciare alla propria libertà. Siamo noi le attrici e gli attori del cambiamento, oggi siamo un’unica famiglia. La nostra rivendicazione riguarda la bellezza delle diversità rispetto alla famiglia che ognuna e ognuno di noi si costruisce, una famiglia inclusiva quale specchio di nuovi modelli non precostituiti e imposti che spesso diventano sinonimo di oppressione e di non libertà. Gli studi sull’omogenitorialità dimostrano che essere un buon genitore prescinde dall’orientamento sessuale e dall‘identità di genere. Quello su cui dobbiamo apporre la massima attenzione è il supremo interesse dei bambini e delle bambine. Loro sono il nostro futuro e il nostro cambiamento.

Questa è la nostra lotta, la nostra resistenza, la nostra vittoria perché insieme siamo piu’ forti!

“Perché è una regola che vale in tutto l’universo Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso E anche se il mondo può far male
Non ho mai smesso di lottare
È una regola che cambia tutto l’universo
Perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso E in questa lacrima infinita
C’è tutto il senso della vita”

(Fiorella Mannoia cantautrice)

Le associazioni che promuovono il Puglia Pride si riconoscono nei valori dell’Antifascismo, dell’Antirazzismo, della Inclusione Sociale, della Solidarietà, della laicità, dell’anticlericalismo, del riconoscimento dei diritti umani e civili della comunità LGBTQI e delle persone tutte. Le associazioni, i collettivi, le organizzazioni che compongono il coordinamento rivendicano il diritto a sentire e condividere tutte le cause sociali, politiche morali di chi è vittima di ingiustizia sociale, economica o politica. Come la causa di lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, della comunità migrante. La nostra comunità conosce bene il peso della discriminazione e della assenza di diritto o di palese ingiustizia. La concessione di alcuni e parziali diritti non appaga in noi il desiderio di uguaglianza e libertà che ci anima

 

RIVENDICAZIONI A STAMPO NAZIONALI

MATRIMONIO EGUALITARIO, riconoscimento della piena GENITORIALITÀ di entrambi i/le partner alla nascita dei figli/e, l’autodeterminazione e la considerazioni di tutte le situazioni non inquadrate sui binari sia a livello personale (fluidità di genere) che ralazionale coppie/famiglie/genitorialità standard; le condizioni di genitorialità condivisa con il termine di cogenitore che include il ruolo di genitore sociale anche in presenza di genitori legalmente riconosciuti.

ADOZIONI accessibili a tutte le coppie e ai singoli/e, secondo criteri omogenei, accesso per tutti e tutte alla PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA. L’Italia rimane uno degli ultimi paesi nella comunità europea a non garantire ancora pari uguaglianza e dignità alle coppie omosessuali, in tema di status della famiglia e genitorialità. L’Italia deve riconoscere pari diritti a tutti i cittadini e le cittadine nell’autodeterminare la propria dimensione familiare ed a affettiva.

GPA (Gestazione Per Altri). Sostenere riflessioni e posizioni che difendano le scelte procreative di adult*, singol* o in coppia che vengono attuate nel rispetto e nella dignità di tutte le persone coinvolte, se consenzienti, capaci di intendere e di volere e nel rispetto delle persone, delle loro libertà, e delle leggi del paese dove si è svolto il percorso e che non sia stato in alcun modo lesivo della dignità e della libertà di tutti gli attori. Pertanto, nel rispetto delle opinioni di inerenti, chiediamo una piena disciplina legislativa per far si che il progetto genitoriale sia tutelato per tutti gli attori che ne fanno parte, evitando sfruttamento e mercificazione.

LEGGE CONTRO L’OMO-BI-TRANSFOBIA

Le persone LGBTQI* subiscono molteplici discriminazioni, sia dirette che indirette: ostracismo, violenza verbale, fisica e psicologica.
E’ necessaria una legge contro l’omobitransfobia, che persegua, secondo giustizia, chi attua crimini di odio, che hanno gravi ripercussioni su tutto il tessuto sociale e giuridico italiano.

L’Italia è, ancora oggi, tra i pochi paesi nella Comunità Europea a essere priva di una norma penale contro l’omobitransfobia. Chiediamo una completa estensione della attuale legge Reale/Mancino con l’aggravante per i reati di odio nei confronti della comunità LGBTQI*

SOSTEGNO E RIFINANZIAMENTO DELLA STRATEGIA LGBTQI* che ha permesso al nostro Paese di aderire al programma del Consiglio d’Europa contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Con l’abbandono di questa strategia da parte del Ministero dell’Istruzione e dell’Università, si sono interrotti i programmi nazionali di formazione ed educazione in ambito scolastico e i progetti studiati con il supporto delle associazioni LGBTQI*.

Per favorire l’informazione e la sensibilizzazione e per combattere pregiudizi e tabù chiediamo l’introduzione di programmi di educazione alla sessualità e all’a ettività nelle scuole secondarie, nonché la di usione di dossier informativi. L’educazione sessuale è importante sia per garantire il diritto allo salute e la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili sia per un reale cambiamento culturale a partire da scuole e università, per favorire una sessualità consapevole e priva di costruzioni sociali.

Inoltre, rivendichiamo il monitoraggio, l’apertura e il potenziamento, laddove esistenti, di sportelli di consultazione psicologica in scuole e università, da a ancare ad un’adeguata formazione delle figure professionali coinvolte per garantire assistenza e dialogo con le Istituzioni mecessarie sia in caso di violenza e /o discriminazioni, sia per eventuali necessità di consulto per gli studenti che ne abbiano bisogno

Una corretta sensibilizzazione in ambito scolastico, rivolta a insegnanti, studenti, personale e famiglie, può contribuire a combattere l’omobitransfobia . Riteniamo fondamentale un coordinamento a livello nazionale tra il Governo e le associazioni LGBTQI* e un rifinanziamento dei programmi dedicati alle forze dell’ordine, ai media e al personale penitenziario, anche grazie al supporto di RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere).

PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA PREVENZIONE GRATUITA

dall’infezione da HIV e dalle altre Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST). La graduale diminuzione di campagne di comunicazione ed educazione sta portando ad una significativo aumento delle infezioni da HIV e da altre IST, con costi elevati per la società.

Consideriamo necessaria una strategia nazionale che metta al centro la prevenzione ed una corretta informazione in particolare su tutti i metodi contraccettivi, che possa consentire ai/alle singoli/e e alle coppie di poter vivere la sessualità in modo consapevole e responsabile.

STOP ALLA MEDICALIZZAZIONE DEI BAMBIN* INTERSESSUALI.
Per garantire una piena e completa autodeterminazione dovrebbe essere posto un divieto assoluto di interventi chirurgici a fini cosmetici nell’infanzia e di quelle pratiche atte a rendere un aspetto della vita di competenza medica (medicalizzazione) in quei bambin* in cui coesistono caratteristiche sessuate sia “femminili” che “maschili” (cromosomi-ormoni-organi riproduttivi-aspetto). Le variazioni intersessuali non minacciano, generalmente, la salute dell’individuo nel corso della sua vita, se non nelle implicazioni rispetto al genere sociale, mentre le medicalizzazioni eseguite di queste variazioni possono creare problemi di salute a lungo termine, quali ostacolare il percorso identitario, causare, in alcuni situazioni, traumi simili a coloro che subiscono abusi sessuali.

Ampliamento e maggiori finanziamenti ai CENTRI SPECIALIZZATI NEL PERCORSO DI TRANSIZIONE in quanto quelli già esistenti non riescono a garantire e soddisfare la richiesta. Le liste d’attesa per la possibilità di iniziare la psicoterapia e avviare il percorso di transizione sono sempre più lunghe.

Tale situazione aggrava il disagio e le discriminazioni che le persone transessuali subiscono per vedere garantito il diritto fondamentale alla salute, inteso come benessere psico-fisico e all’autodeterminazione.

 

SOSTEGNO ALLE PERSONE TRANS tramite il pieno appoggio al disegno di legge 405/2013 (norme in materia di attribuzione di sesso) che aggiorna la legge 164 del 1982 recentemente ritenuta incostituzionale in alcune parti (scioglimento del matrimonio, obbligatorietà della riattribuzione chirurgica).

LAVORO
La presenza di soggetti LGBTQI* evidenzia l’anomalia e l’insu cienza di un welfare che non è universalistico e non garantisce, di fatto, a nessun individuo i mezzi per autodeterminarsi, ma scarica su strutture collaterali la responsabilità di fornire strumenti di sostentamento alla cittadinanza. Vogliamo che venga messa in atto al più presto una riforma del welfare e del mercato del lavoro che tenga conto delle esigenze di ogni cittadin* garantendo un accesso universale al reddito e le condizioni materiali per potersi autodeterminare.

 

RIVENDICAZIONI PER IL TERRITORIO PUGLIESE

Come già accaduto per l’Amministrazione comunale di Bari e di quella Regionale, chiediamo che tutte le realtà amministrative pubbliche locali ADERISCANO ALLA RETE READY – Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere – a nché vi sia il libero scambio di buone prassi sulle tematiche LGBTQI*.

Chiediamo che siano avviati processi di formazione, che rientrino tra quelle obbligatorie, a TUTT* I/LE DIPENDENT* DELLE AMMINISTRAZIONI e che nei PIANI SOCIALI di ZONA sia inserita la lotta all’OMO-BI-TRANSFOBIA.
Vista la manipolazione delle informazioni relative ai progetti e ettuati da associazioni LGBTQI* e non, chiediamo che sia fornita un’EDUCAZIONE ALLE DIFFERENZE nelle scuole di ogni ordine e grado, grazie anche alla di usione di testi adeguati allo scopo. Una corretta sensibilizzazione nelle scuole è necessaria alla formazione dei cittadini e delle cittadine del futuro tramite progetti rivolti all’ambito scolastico e la creazione di sezioni specifiche nelle biblioteche dove approfondire le tematiche LGBTQI*.

Chiediamo nuove CAMPAGNE DI PREVENZIONE su HIV e altre IST (infezioni sessualmente trasmesse), in ambito regionale e locale e sostegno a specifici interventi educativi per assicurare una sessualità consapevole e libera da paure e pregiudizi.

Chiediamo nuove campagne di SENSIBILIZZAZIONE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI OMO-BI-TRANSFOBICHE.
Che sia creata una rete di informazione il più ampia possibile non solo in ambito scolastico e sanitario, ma a tutti i livelli di organizzazione del sistema lavorativo ed educativo.

Vogliamo una PRESA DI POSIZIONE SULLA DISINFORMAZIONE RELATIVA GLI STUDI DI GENERE da parte del Consiglio Regionale come già hanno fatto in passato l’AIP (Associazione Italiana di Psicologia), il CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli psicologi), la ministra Giannini, gli studiosi Lingiardi ed altri.

INTRODUZIONE deI TERMINI GENITORE/GENITRICE al posto di MADRE e PADRE Nella modulistica scolastica, amministrativa, istituzionale in modo da rendere i moduli più inclusivi della molteplicità di strutture familiari esistenti.

Chiediamo SOSTEGNO ai servizi necessari a garantire un pieno BENESSERE DELLE PERSONE LGBTQI* e delle loro famiglie. Chiediamo il POTENZIAMENTO DI STRUTTURE quali sportelli d’ascolto regionali, centri antidiscriminazione, centri antiviolenza e ulteriori centri per via della situazione dell’Onig nel capoluogo Regionale, spazi di dibattito e discussione per raggiungere un’utenza ancora più ampia e rispondere a emergenze nuove quali l’invecchiamento delle persone LGBTQI* e l’accoglienza dei migranti LGBTQI*, creando dialogo tra istituzioni, associazioni LGBTQI* e istituzioni sociali che si occupano di immigrazione, a nché ci possa essere formazione reciproca, per fornire un aiuto dedicato.

Chiediamo che l’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere di Bari (ONIG), che ha sede presso il Policlinico, sia spostato dal Padiglione Psichiatrico e ricollocato in un altro Padiglione della struttura, che vengano snelliti i lunghissimi i tempi di attesa per iniziare la psicoterapia ed avviare il percorso di transizione, e che siano attivati corsi di formazione e aggiornamento a tutto il personale dell’Osservatorio, per garantire la dovuta accoglienza e supporto agli utenti che si rivolgono al Centro. Chiediamo il miglioramento dell’ACCESSIBILITÀ dei SERVIZI ai cittadini e alle cittadine nelle Asl attraverso corsi di formazione specifici per i lavoratori e le lavoratrici nell’ambito sociosanitario per poter garantire il benessere e la salute psicofisica delle persone LGBTQI*.

Chiediamo che la Regione Puglia mantenga le promesse fatte in campagna elettorale sul tema di una LEGGE REGIONALE CONTRO l’OMO-BI-TRANSFOBIA e bullismo omobitransfobico, accellerando le tempistiche nella stesura e approvazione.

Consapevoli che tale legge non avrebbe valore penale poiché non presente nel nostro ordinamento una legge nazionale, sappiamo che, secondo normative di pertinenza regionale, potrebbe avere una ricaduta positiva negli ambiti in cui essa può legiferare e cioè scuola, lavoro e salute.

Le associazioni portano giovamento al tessuto sociale, culturale di un territorio sempre più dinamico. Gli input sono sempre più pressanti e coinvolgono non solo localmente, diretto territorio delle associazioni, ma si aprono a un respiro via via più globale.

Le attività delle associazioni richiedono luoghi aggregativi per contribuire a intessere senso al lavoro di ognuna di esse.
Le di coltà son già tante in un periodo storico, politico che ha minato la positività della cittadinanza. Lottare per ritagliarsi un angolo comporta sacrifici e energie che andrebbero veicolati in messaggi molto più potenti e focalizzati.

Per tale ragione si chiede la realizzazione di uno spazio comune, CASA DELLE ASSOCIAZIONI E CULTURE, in ogni territorio provinciale che permetta a tutt* di svolgere sempre più oculatamente il ruolo per la società.